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Casale Cremasco, al via il controllo di vicinato: ''uniamo le forze per un paese più sicuro''

Notizia pubblicata su CremaOnline in data 28 giugno 2026

Data :

28 giugno 2026

Categorie:
Rassegna stampa
Casale Cremasco, al via il controllo di vicinato: ''uniamo le forze per un paese più sicuro''
Municipium

Descrizione

Di Gloria Giavaldi.

Nel comune di Casale cremasco Vidolasco si è di recente costituito un gruppo deputato al controllo di vicinato: i cartelli posizionati opportunamente segnalano le zone nelle quali è attivo. Il progetto è stato coordinato e condotto dai consiglieri comunali Plinio Costenaro ed Ennio Bignamini (nella foto a lato in basso), con il costante supporto dell'amministrazione comunale guidata da Antonio Grassi. È stato illustrato in ben cinque assemblee pubbliche, due a Vidolasco e tre a Casale. Ad alcune hanno preso parte anche i vertici dell'associazione nazionale Controlli di vicinato, tra cui il membro del direttivo Paola Dall'Asta. Al momento hanno aderito 70 famiglie, anche se altre adesioni sono in corso. Sono state costituite cinque zone di vicinato: quattro ben delineate e definitive ed una disomogenea e provvisoria. Ognuna è presidiata da un coordinatore.

Sicurezza partecipata

L'obiettivo non è solo quello di garantire maggiore sicurezza. Il controllo di vicinato resta un modello di sicurezza partecipata, ma intende anche promuovere educazione alla convivenza civile e favorire l’integrazione e l’inclusione sociale. “ il Cdv – spiegano i consiglieri - non si occupa solo di sicurezza, ma anche di decoro urbano, di aiuto ed assistenza agli anziani, di assistenza infermieristica di base organizzata all’interno di un grosso condominio, di prevenzione del degrado urbano. Sappiamo che il controllo del vicinato non risolve in modo esaustivo tutti i problemi di sicurezza, tuttavia siamo convinti che fare comunità possa rendere la vita un po’ più difficile a ladri, truffatori e vandali e, allo stesso tempo, sia uno stimolo ad una maggiore collaborazione tra le persone, a una maggiore disponibilità e ad un maggiore dialogo”.

 

In attesa di nuove adesioni

Il traguardo raggiunto in questi giorni è frutto di un lungo percorso di confronto con i vertici nazionali dell'associazione ed altre realtà simili già presenti sul territorio regionale. È un punto di partenza, nell'attesa che altri cittadini possano aderire. “È un piccolo segno di speranza in una società come la nostra, sempre più educata all'indifferenza verso il prossimo”.Al momento il controllo di vicinato si avvale di una community WhatsApp e di una mailing list. Per questo è stata di recente adottata una policy per un uso corretto ed efficace dei programmi di messaggistica istantanea. Tantissimo è il materiale informativo messo a disposizione.

Prestare attenzione

L'obiettivo è unire le forze per un paese più sicuro, più attento ed accogliente: “l'iniziativa promuove la sicurezza urbana attraverso la solidarietà tra i cittadini. A nessuno viene chiesto di cambiare il proprio stile di vita, ma di prestare maggiore attenzione a ciò che accade intorno a noi: molti occhi e molti orecchie possono diventare più efficaci se utilizzati nel modo corretto. Dobbiamo imparare a collaborare, essere reattivi quando vediamo o sentiamo anomalie o richieste di aiuto. A volte basta affacciarsi alla finestra o accendere una luce per far desistere i malintenzionati. Naturalmente nessuno deve fare l’eroe: se si vedono dei ladri o malintenzionati, la prima cosa da fare è avvertire le Forze dell’Ordine, senza mettere a rischio la propria incolumità e poi allertare anche il gruppo del controllo di vicinato tramite la chat, in modo tale che il resto della popolazione possa essere tempestivamente informato dell’anomalia. Il CdV funziona ed è efficace se, oltre ai cartelli che segnalano della presenza del controllo di vicinato in quelle zone, è concretamente in grado di notare la presenza di estranei in paese: in tal caso diventa importante saper interagire anche con persone sconosciute per comprenderne le intenzioni.

'Migliorare il nostro paese'

"Questo è il paese dove viviamo: vogliamo contribuire a renderlo un posto migliore” concludono i promotori. “Crediamo in una comunità in cui le persone si rendono disponibili, collaborano, si parlano, interagiscono. Desideriamo favorire quanto contribuisce ad unire e non a dividere, a vivere e non a subire, a partecipare attivamente e non (solo) a chiacchierare”.

Ultimo aggiornamento: 29 giugno 2026, 07:37

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